La riparazione o la sostituzione di una valvola cardiaca è un trattamento chirurgico per una valvola ristretta o che perde e che non funziona più correttamente. La causa può essere l'usura legata all'età, una malattia reumatica, un difetto congenito o un'infezione. L'intervento mira a migliorare il flusso del sangue nel cuore e ad alleviare i sintomi.
Nella riparazione il chirurgo ricostruisce la valvola nativa con suture, un anello di sostegno o la rimodellazione dei lembi. Nella sostituzione la valvola danneggiata viene rimossa e sostituita con una protesi meccanica o biologica. L'intervento si esegue di norma in anestesia generale, tramite sternotomia o incisioni più piccole.
L'operazione dura in genere da due a quattro ore, poi alcuni giorni di ricovero, e l'attività riprende gradualmente nell'arco di alcune settimane. Una valvola meccanica richiede una terapia anticoagulante per tutta la vita. Il recupero si completa di solito in circa due-tre mesi.
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Può attenuare affanno, stanchezza e palpitazioni e proteggere il muscolo cardiaco dal sovraccarico causato da una valvola malfunzionante. Il beneficio varia da paziente a paziente e il medico spiega che cosa aspettarsi nel suo caso.
Di norma chi ha una stenosi o un'insufficienza grave di una valvola che provoca sintomi o altera la funzione del cuore, come mostrano l'ecocardiogramma e gli altri esami. La decisione spetta all'équipe di cardiologi e chirurghi dopo la valutazione delle condizioni generali, dei vasi e delle altre malattie.
La riparazione conserva la valvola nativa e, se riesce, spesso evita una terapia anticoagulante prolungata. La sostituzione si sceglie quando la riparazione non è possibile; la durata della protesi e il bisogno di farmaci dipendono dal tipo, meccanico o biologico.
Si eseguono esami del sangue, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, talvolta un cateterismo o una TAC. I farmaci vengono rivisti e si cura ogni infezione, anche dentale. Non sospenda mai un farmaco, in particolare gli anticoagulanti, di sua iniziativa: la decisione spetta al medico.
Dopo l'anestesia generale il chirurgo raggiunge il cuore con un'incisione toracica, poi ripara la valvola o la sostituisce con una protesi meccanica o biologica, talvolta con la circolazione extracorporea. In alcuni casi bastano incisioni più piccole e il chirurgo sceglie la tecnica più adatta.
Il paziente trascorre di solito alcuni giorni in terapia intensiva, poi circa una settimana o più in ospedale. Si consigliano esercizi respiratori, camminate graduali e di evitare di sollevare pesi per diverse settimane; il medico stabilisce quando riprendere il lavoro e la guida.
Molti pazienti notano un miglioramento graduale dei sintomi nell'arco di settimane o mesi. La durata della valvola dipende dal tipo e dalle condizioni del paziente, e sono necessari controlli periodici con ecocardiogramma per tutta la vita.
Comprendono sanguinamento, infezione, aritmie, coaguli o ictus e problemi di funzionamento della valvola o dei reni; per alcuni pazienti l'intervento può comportare un rischio elevato. Il chirurgo illustra questi rischi e li valuta per il suo caso prima dell'operazione.
Possono servire farmaci per il cuore. Dopo una valvola meccanica gli anticoagulanti sono necessari per tutta la vita, mentre dopo una biologica o una riparazione possono servire solo per un periodo limitato. Il medico stabilisce farmaco e dose e li controlla con gli esami; non modifichi la dose senza consultarlo.
Di solito si consiglia di fermarsi circa 10-14 giorni dopo la dimissione per controlli ed esami, e il periodo può essere più lungo a seconda delle condizioni. Il medico curante conferma quando si può viaggiare e le eventuali precauzioni.